La realtà dello sviluppo locale in Senegal

29/08/2018, Kaolack, Senegal, Margherita scrive:

I corridoi del Ministero senegalese della Donna, della Famiglia e del Genere

Lo staff del CIDES di Pikine


La mia esperienza in Senegal è ormai iniziata da tre mesi. Lo shock culturale è stato ben più intenso di ciò che avrei immaginato. Ho viaggiato e vissuto in Asia, ho sperimentato altre culture, ambienti lavorativi difficili e diversi tra loro. Credevo di essermi abituata al cambiamento, credevo di essere pronta. L’Africa è diversa, l’Africa dell’Ovest è diversa dall'Asia, e l’Africa dell’Ovest è diversa dal Centro Africa e il Centro Africa è diverso dall'Africa dell’Est. Sapevo che Dakar sarebbe stata diversa dalla vita nelle Regioni, eppure anche nelle Regioni tra una città e l’altra, a soli pochi chilometri di distanza cambia molto, moltissimo.

Ho trascorso il primo mese a Dakar, presso il dipartimento del Ministero della Donna, della Famiglia e del Genere, che gestisce i programmi di lotta contro la povertà, in multilaterale, finanziati da organizzazioni internazionali e, in bilaterale, finanziati da singoli paesi. All’interno del dipartimento, sono affiliata ad un progetto di sviluppo economico e sociale (PADESS) che si propone quale seguito di un precedente progetto (PIDES) di portata finanziaria minore.

Kermel

Con i 17 miliardi di finanziamento ricevuti dal Governo italiano, il PADESS ha come target principale donne e giovani. Concentrandosi sul finanziamento di PME, spesso molto piccole, a conduzione familiare, il programma dovrebbe permettere l’indipendenza economica ad alcune delle categorie più vulnerabili del paese, assicurando la formazione di nuclei economici e quindi commerciali nelle regioni di Dakar, Pikine e Kaolack. Nel quadro del PIDES sono state create due agenzie di supporto allo sviluppo economico locale (CIDES) che, attraverso un processo partecipativo e inclusivo, di dialogo e coinvolgimento degli attori locali, dovrebbero assicurare una rete di supporto alle attività finanziate dal progetto. Essi dovrebbero funzionare quali centri di assistenza supportando i privati che desiderano domandare dei finanziamenti, fornendo un’ampia serie di servizi, da semplici informazioni riguardo le filiere locali ad alto potenziale economico, a un vero supporto tecnico quale la scrittura di business plans. I servizi tecnici sono forniti dai membri, parte delle agenzie, competenti in materia quali ad esempio la Camera di Commercio locale.

Mi è servito un intero mese per comprendere i progetti, PIDES e PADESS, a livello strategico, capire come un progetto si struttura nelle sue varie fasi e l’iter amministrativo che ogni nuova fase richiede. In seguito, mi sono trasferita a Kaolack, per supportare il lavoro del CIDES locale. È iniziato un nuovo capitolo, molto faticoso. La fatica fisica si è sommata a una fatica mentale e psicologica. Kaolack è una realtà urbana, caotica, calda, sporca ed alquanto aggressiva, come molti senegalesi ammettono, a malincuore. È sempre stata crocevia di mercanti e viaggiatori, è un centro di snodo importante del paese, e, per molti, un luogo di passaggio. Si fondono diverse realtà, da quella commerciale a una povertà radicata. La città è, inoltre, tappa nota per numerosi migranti che tentano il viaggio verso l’Europa e alcune agenzie di cooperazione allo sviluppo europee hanno, infatti, iniziato programmi indirizzati a migranti, al fine di prevenire la migrazione irregolare e di supportare i migranti di ritorno.

Tempesta di sabbia a Kaolack

A Kaolack non esiste una comunità di stranieri e ciò rende difficile un confronto sincero a fine giornata. Tuttavia, l’equipe senegalese con la quale ho lavorato si è sforzata di essere comprensiva, non ha potuto comprendere le mie difficoltà fino in fondo ma è stato bello sforzarsi da entrambi i lati, ridere delle mie difficoltà da “toubab” e poter parlare francamente di alcuni bizzarri comportamenti propri della cultura senegalese. Credo fortemente nel potere della comunicazione e nella necessità di adattamento, da entrambe le parti, e poterne parlare francamente ci ha arricchiti.

Durante tale periodo, il CIDES di Kaolack, così come quello di Pikine, ha subito una valutazione da parte di un consulente esterno riguardo al suo operato rispetto ai primi anni di vita, per valutarne la sostenibilità nel lungo periodo. Tali analisi avevano, inoltre, la finalità di valutare l’apertura di un nuovo CIDES a Sedhiou, nel quadro del PADESS. Il CIDES di Kaolack si è, quindi, trovato ad affrontare un periodo di stallo, in bilico rispetto alle sue sorti future. Tale incertezza, così come le forti piogge che hanno investito la città durante lo scorso mese, le difficoltà di circolazione e la precaria sicurezza del luogo, mi hanno portato a ridiscutere la mia permanenza a Kaolack con la Coordinatrice del progetto.

Sono rientrata a Dakar da qualche settimana. Il mese di agosto è stato principalmente dedicato alle procedure finalizzate alla chiusura del PIDES, e ad un’attenta analisi del progetto al fine di valutare quelle  best practices da poter applicare al PADESS ed evitare che alcune criticità si ripropongano. Per quanto riguarda i CIDES, l’obbiettivo primario sarà di rendere tali centri sostenibili, obbiettivo ancora lontano, in quanto la loro creazione all’interno di uno specifico progetto li rende poco liberi di agire quali centri indipendenti. Si tratta di trovare un delicato equilibrio che permetta la sopravvivenza dei centri nel breve periodo, tramite i finanziamenti ricevuti dai progetti in atto, e una visione di lungo periodo, in cui tali finanziamenti dovranno essere cercati altrove.

Il mese di agosto sta per concludersi, e con lui una serie di feste religiose che hanno rallentato ulteriormente i ritmi, già lenti, del lavoro. Settembre sarà un mese più frenetico, in cui il PADESS entrerà nella sua seconda fase, e quindi nel pieno delle attività!

Margherita

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