La realtà dello sviluppo locale in Senegal

08/11/2018, Dakar, Senegal, Margherita scrive:

Ambientarsi a Dakar

Piazza dell'Indipendenza


Sto per raggiungere i miei primi cinque mesi in Senegal…se i primi tre mesi sono stati faticosi e un po’ sofferti, posso felicemente affermare che “il periodo di adattamento” è giunto al termine. Sono tornata in pianta stabile a Dakar e mi sposto per puntuali missioni a Kaolack, il che mi ha permesso di costruire una rete sociale in città.

L’estate è stata lunga e il caldo ha pesato sulle attività giornaliere. Ho acquisito maggiore sicurezza nel muovermi tra i corridoi del Ministero e mi sono adattata ai ritmi e alle dinamiche lavorative della Cellula, il che ha richiesto molta indipendenza e intraprendenza. Ciò che ho lentamente compreso, nei mesi passati, è che “la formazione” qui’ non viene considerata tanto come un seguire per mano una persona, quanto più come la possibilità per una persona di trovare una risposta, una soluzione a un problema, in maniera autonoma: sviluppare una capacità di reazione. La “formazione” è, quindi, una sfida dalla quale l’individuo deve uscire al meglio. Non importa tanto quale sia la soluzione trovata, quanto più che si dimostri la volontà e la capacità di trovarla, una soluzione. 

La Cellula

Sono inoltre felice di essere riuscita a estraniarmi dal contesto fisico dell’ufficio che (ahimè), purtroppo, non risponde ai canoni occidentali di un sano ambiente lavorativo (la mancanza di luce naturale è forse ciò che soffro di più e non mancano spiacevoli insetti), ed essere riuscita, con fatica e pazienza, a creare un ambiente umano piacevole. Lo spirito di collaborazione e l’interesse verso i dossier dei colleghi è molto apprezzato, così come il dialogo e la condivisione del proprio lavoro, anche se condotto individualmente.

Nonostante non sia inserita in tale progetto, in caso di necessità, ho offerto il mio supporto all’equipe del PASNEEG (il progetto di genere implementato dalla Cellula) nella creazione di prodotti multimediali di advocacy rispetto all’equità di genere e alla violenza sulle donne finalizzati alla trasmissione televisiva.

Dal punto di vista delle mansioni svolte nell’ultimo periodo, da settembre, ho seguito numerosi workshop, riunioni ed atelier, a seconda della programmazione prevista. Nel dettaglio, ho partecipato, con l’equipe del PADESS, all’organizzazione di un workshop di formazione presso la Camera di Commercio di Kaolack per i giornalisti della stampa locale della regione. La formazione si è concentrata sulla protezione sociale, sui trasferimenti della rete di sicurezza sociale e sull'empowerment delle famiglie a basso reddito beneficiarie di sussidi familiari. Il workshop, presieduto dal Governatore, è stata l'occasione per il PADESS di presentare alla stampa le missioni e gli obiettivi di comunicazione del Ministero e per delineare la sua strategia basata sull'approccio multi-stakeholder, al fine di stabilire un partenariato dinamico nel contesto della regione.

Visita sul terreno a Kaolack

Per quanto riguarda l’aspetto dedicato al sostegno della ricerca, ho recentemente sottoposto alla Coordinatrice di progetto una proposta di studio finalizzato a garantire una migliore efficienza ed effettività nell’offerta dei servizi prestati dal CIDES di Kaolack. Esso intende indagare le sfide poste alle donne nell’accesso al mercato con il risultato di delineare delle raccomandazioni da integrare nella strategia di lavoro del CIDES.

Allo stesso modo, sto effettuando una ricerca per valutare la necessità di esplorare la questione di genere nella gestione del rischio agricolo, tema di primaria importanza data la crisi alimentare del Sahel. L’utilità di una migliore comprensione delle differenze di genere nella valutazione del rischio agricolo può, infatti, portare a politiche di resilienza agricola e strumenti di gestione del rischio più completi ed efficaci, evitando così di perturbare significativamente le strategie di sostentamento rurale. Lo studio vorrebbe, quindi, identificare la relazione concettuale e operativa tra le questioni di genere e la gestione del rischio al fine di trovare modi concreti e pratici per integrare le differenze di genere in modo operativo ai diversi livelli di attività del progetto.

In conclusione, posso ritenermi ufficialmente “adattata”, almeno alla vita di città.

Margherita

Torna sù

Link Rapidi

Universitas Forum Rivista Internazionale

HDRNet Biblioteca Elettronica

Racconti dal campo dei nostri Tirocinanti

Sito Web realizzato con TYPO3 CMS da Archimede Informatica         ||         Gestione Cookie