La realtà dello sviluppo locale in Senegal

30/01/2019, Dakar, Senegal, Margherita scrive:

Elezioni e riflessioni

Ateliers


Scrivo dall'Italia, il che rende più complesso descrivere gli ultimi mesi in Senegal. Il passaggio al vecchio mondo muta la percezione delle sensazioni vissute in un paese decisamente più complesso. In parte, ci si complimenta per la capacità di adattamento che credo essere propria dell’essere umano. Nel mio caso, l’esperienza al Ministero, a Dakar, credo abbia richiesto uno sforzo principalmente psicologico: ridefinire i propri canoni professionali, le proprie aspettative, le ferree tempistiche alle quali veniamo educati da sempre. Si tratta di ricomporre uno schema, seguendo linee differenti. Come imparare una nuova lingua, per sopravvivenza.

Al termine del periodo estivo, il PADESS ha ripreso le sue attività. Le priorità e l’agenda del programma cambiano di continuo, proprio in reazione ai molteplici fattori imprevedibili che caratterizzano ogni aspetto del paese, e quindi delle sue attività. A latere dell’avanzamento delle attività di routine, richieste dall’implementazione di un progetto di sviluppo socio-economico di cooperazione bilaterale, l’equipe responsabile del PADESS, e in primis, la sua coordinatrice, hanno voluto investire sulla comunicazione del progetto. Il 2019 vedrà in Senegal protagonista della scena politica dell’Africa subsahariana, alla luce delle elezioni presidenziali, attese il mese prossimo. Si comprendono, pertanto, la necessità e l’attenzione riscoperta per i canali di informazione nazionali.  Oggi, come lo fui in India, sono estremamente affascinata dalle campagne elettorali e dalla comunicazione che il mondo politico stabilisce con la popolazione di un paese in cui la povertà, sia essa assoluta o relativa, riveste un ruolo di primo piano nell'agenda nazionale.

I media

Tornado alla dimensione socio-economica del PADESS, la prima settimana di ottobre ha avuto inizio a Sedhiou, il “roadshow” finalizzato al rafforzamento delle capacità dei media di monitorare e sostenere l’attuazione dei programmi di trasferimento sociale. Come riportato ufficialmente dai funzionari del Ministero, l’obbiettivo è quello di “preparare i giornalisti ad appoggiare i programmi di trasferimento sociale”. Al workshop hanno partecipato circa venti attori, tra cui il Servizio sociale regionale, la delegazione per la protezione sociale e il Servizio di sviluppo comunitario.  La replica di tale workshop nei principali luoghi di implementazione del progetto, è stata alternata, nel caso di Kaolack, da un ulteriore atelier finalizzato a presentare i risultati del CIDES alle autorità amministrative. La presentazione è stata tenuta dallo stesso consulente che si è occupato di dirigere lo studio di monitoraggio e valutazione dei CIDES, che ho supportato nei mesi dal mio arrivo a Dakar.

Il workshop è stato quindi seguito dall'atelier di formazione presso la Camera di Commercio di Kaolack, per i giornalisti della stampa locale della regione. Il ciclo di workshops si è, in ultimo, concluso a Dakar, il 22 novembre.

Cides di Kaolack

Tra le tappe, quella di Dakar è stata sicuramente la più importante dal punto di vista politico. Si è, infatti, sottolineata la complessità “di strategie di lotta contro la povertà, messe in atto da Maky Sall, fin dal suo arrivo al potere, tutte volte a migliorare le condizioni di vita dei gruppi più vulnerabili, dando priorità alle donne, ai giovani, alle famiglie povere e alle persone con disabilità.”

Da quanto sopra è quindi chiaro che le priorità dell’intero governo senegalese, come per qualsiasi governo che si trovi ad affrontare delle elezioni, siano quelle di riconfermarsi come tale per poter continuare il suo disegno politico. La Cellula operativa di monitoraggio dei programmi di riduzione della povertà, sezione del Ministero della Donna, del Genere e della Famiglia, non si sottrae, quindi, a tale necessità politica.  

Parallelamente alle attività di routine e al supporto nell'organizzazione degli atelier sopra descritti, continuo a leggere e raccogliere materiale relativo ai due studi proposti alla Coordinatrice del progetto qualche mese fa, ciò che ammetto essere l’attività che più preferisco. Talvolta infatti, nella gestione di progetti di cooperazione allo sviluppo, si rimane incastrati nei nodi e nelle pratiche amministrative, dimenticandosi delle macro-tematiche, per le quali alcuni organi sono stati creati. Acquisto, ogni giorno, maggiore consapevolezza di ciò che la cooperazione bilaterale (Senegal-Italia) è, e provo, con lo studio, a tenere vivo l’interesse che anni fa mi ha portato ad intraprendere una certa strada.

Margherita

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