Costa Rica pura vida!

011/10/2017, San José, Costa Rica, Francesca scrive:

Seminario Migrazione e Gioventù

Il seminario inizia con il video "Preparame la cena" sulla tratta e lo sfruttamento lavorativo e sessuale


Il programma Mesomerica dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha diversi obiettivi. Uno tra questi è sensibilizzare i ministeri e le istituzioni sul tema delle migrazioni, con un’attenzione particolare sull'impatto che i flussi migratori hanno sulla regione, per quanto riguarda i paesi di origine e i paesi recettori. Si stima che, alla data attuale, ci siano più di 244 milioni di migranti internazionali nel mondo, e che nella regione dell’America Latina e Caraibi, l’età media di chi decide di migrare sia di 35 anni. Solo sette anni fa la regione del Mesoamerica contava più di 1.660.000 migranti, dei quali circa la metà sotto i vent'anni. Questo significa che i migranti nella regione sono sempre più giovani e sempre più spesso minori soli, non accompagnati, orfani o separati dai propri genitori. Il livello di vulnerabilità di queste persone, specialmente quando parliamo di bambine e ragazze, aumenta esponenzialmente. La situazione più preoccupante è quella del cosiddetto “Triangulo Norte” verso gli Stati Uniti, anche se un flusso non indifferente continua a registrarsi tra Nicaragua e Costa Rica.

Abbiamo affrontato il tema di migrazione e gioventù durante un seminario di due giorni rivolto a ministeri, istituzioni e organizzazioni locali che operano a contatto con giovani migranti. Il seminario si è svolto nella Defensoria de los Habitantes di San Josè e ha visto tra i suoi partecipanti i funzionari del Ministero dell’Istruzione, del Lavoro, della Sicurezza Sociale e alcune municipalità e organizzazioni non governative. I temi che abbiamo analizzato sono tanti, ma tutti partono da una domanda fondamentale: quali problemi incontrano i giovani quando migrano? Che cosa comporta la loro migrazione per il paese di origine e per il paese che li accoglie? Come possiamo massimizzare il potenziale che offrono questi giovani e proteggerli da eventuali rischi come lo sfruttamento sessuale, la tratta, la schiavitù del lavoro?

Per introdurre il tema abbiamo realizzato diverse attività tra cui la “siluetta dell’adulto-centrismo”, che consiste nel disegnare la sagoma di una persona giovane di sesso maschile e una di sesso femminile su un grande foglio di carta. Si chiede poi ai partecipanti di riflettere su tutti i miti, preconcetti e idee ai quali spesso pensiamo quando ci troviamo di fronte una giovane donna e un giovane uomo, e di scriverli all’interno dei corpi sagomati. Grazie a questa attività, si possono individuare tutte quelle pratiche sessiste e adulto-centriste che continuano a denigrare giovani. Per esempio, i partecipanti hanno subito pensato all’idea di un ragazzo festaiolo, spesso ubriaco, con poca voglia di lavorare e a una ragazza frivola, che si preoccupa solo dell’aspetto esteriore e che non contribuisce alla vita economica e politica del paese. Questo gioco per rompere il ghiaccio è fondamentale per spiegare che ogni minimo pregiudizio che abbiamo può avere un impatto enorme sulla vita di altre persone, che continuano a essere giudicate non per quello che sono e per quello che possono offrire, ma per quello che il contesto sociale decide che rappresentino.

Cartago, la vecchia capitale, dove spesso l'OIM organizza seminari ed eventi

Abbiamo proseguito con un’analisi profonda del contesto legale internazionale, della regione e del paese in materia di protezione dei diritti dei giovani (che in Costa Rica sono tutte le persone che hanno meno di 35 anni) e dei migranti. Quello di cui mi sono occupata principalmente è stata l’esposizione di tutte le informazioni, definizioni (internazionali e regionali), dati, statistiche e caratteristiche dalla tratta di persone giovani e, in particolare, migranti. Ho spiegato che i dati mostrano un fatto allarmante: le vittime della tratta sono sempre più giovani. Questo significa che i migranti, specialmente quando viaggiano non accompagnati e in maniera irregolare, sono fortemente esposti al rischio di estorsione e di sfruttamento sessuale e del lavoro. Insieme abbiamo individuato i migliori strumenti per prevenire questo rischio: abbiamo spiegato come funziona il sistema di denunce in Costa Rica, a chi rivolgersi, come identificare un possibile caso e come diventare attori attivi nella lotta contro la tratta.

Il seminario ha visto anche la partecipazione di ACNUR, che ha spiegato come funziona il processo per ottenere rifugio in Costa Rica quando ci troviamo di fronte a un minore, spesso non accompagnato e/o extra-continentale. Abbiamo, inoltre, svolto un piccolo cineforum con il cortometraggio “Preparami la Cena” del gruppo musicale Calle 13, che è un ottimo esempio di come tutti, inclusi gli artisti e i gruppi musicali, possono informare e diffondere il messaggio della lotta contro la tratta. A tal proposito mi sento di consigliare la visione della serie di corti realizzati dal mio ufficio sul tema della migrazione irregolare. I corti si chiamano “La Fábula del León y el Coyote” [1], perché narrano le vicende realmente accadute ai membri del gruppo reggae costaricano Talawa Reggae Army di Cartago, che sono stati ingannati da un americano e sono diventati vittime del traffico illecito di migranti. La storia è molto avvincente, a volte incredibile, perché dimostra che tutti possiamo finire nelle mani di reti criminali, e, come a volte succede nel caso dei migranti centroamericani, senza nemmeno saperlo.

In conclusione, faccio nuovamente riferimento al nostro seminario, che è terminato con una nota positiva. Migrare può certamente rappresentare un’opportunità di crescita e sviluppo tanto per la persona che emigra quanto per il suo paese. Secondo le statistiche del Sistema Económico Latinoamericano y del Caribe, il 75% dei migranti invia denaro ai suoi familiari che stimola fortemente le economie locali. Inoltre, i paesi che accolgono i migranti possono contare su una grande offerta di lavoro spesso altamente qualificato, soprattutto nel caso di migranti giovani, che può aiutare a ridurre l’invecchiamento dell’economia del paese. Un processo migratorio regolare, nel quale si rispettino e si garantiscano i diritti umani può essere molto positivo per tutte le parti coinvolte, dalle comunità di origine, alle zone di transito, ai paesi di accoglienza e alle stesse persone che decidono (o devono) migrare.

Questa iniziativa mi ha insegnato molto e la prossima settimana guiderò un altro seminario nella bellissima area di Monteverde, questa volta con funzionari del Ministero dell’Istruzione.

Un grande saluto da San Josè.

Hasta luego,

Francesca


[1] Per vederlo, basta seguire la pagina Facebook di “InformArte en Movimiento”, dove sono pubblicati i vari episodi.

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