Bentornata in Italia, benvenuta all'OIM!

24/11/2017, Roma, Italia, Greta scrive:

Una storia a lieto fine: Beatriz dalla Colombia

La bandiera colombiana


Carissimi lettori,

Nei prossimi articoli, vi racconterò di alcune persone conosciute durante il mio lavoro all’OIM Italia nell’unità dei Ritorni Volontari e Assistiti & Reintegrazione (AVRR).

Vi racconterò brevemente della loro storia nel Paese d’origine, del loro percorso migratorio in Italia, di come è stato il loro ritorno nel Paese d'origine e di come è avvenuta la reintegrazione grazie al contributo OIM.

I nomi che utilizzerò e alcuni dettagli saranno inventati per proteggere la privacy delle persone assistite.

Oggi vi racconto la storia di Beatriz, 45 anni, originaria della Colombia.

Beatriz nacque in Colombia da una famiglia di ceto medio. Si laureò in pedagogia e subito dopo la laurea iniziò a lavorare come insegnante in una scuola primaria. Dopo qualche anno, perse il lavoro e finì a lavorare in una fabbrica. Nel 2002 decise di emigrare a causa delle precarie e dure condizioni di lavoro, lasciando un figlio minorenne alla cura della madre. Decise di venire in Italia, dopo aver seguito il consiglio di alcune connazionali venute qui molti anni prima. Venne con un semplice visto da turista, che sperava poi di tramutare in visto per motivi di lavoro.

Il negozio di Beatriz in Colombia

In Italia iniziò a lavorare come badante, dapprima irregolarmente e dopo alcuni anni finalmente ottenne un contratto di lavoro regolare. Nel 2010 nacque Luca, da una relazione con un connazionale.  Nel 2014 Beatriz perse il lavoro, rimanendo con un mutuo da pagare in Italia, due figli e una madre malata in Colombia. Da quel momento, iniziò a lavorare saltuariamente come badante, babysitter e addetta alle pulizie, senza mai ricevere un contratto regolare. Le sue condizioni di vita iniziarono a peggiorare drasticamente giorno dopo giorno, finché, dopo aver sentito parlare del programma di Ritorno Volontario dell’OIM a giugno 2017, Beatriz maturò l’idea di tornare in Colombia (con il suo compagno e il figlio) per ricominciare una nuova vita, proprio dalla città da cui era emigrata 15 anni prima.

Ha deciso di utilizzare il sussidio di reintegrazione per aprire una piccola attività di vendita di succhi di frutta e piatti tipici fatti in casa. Ha affittato un locale in una piccola città vicino alla capitale colombiana, ha comprato i mobili e i macchinari necessari.  L’attività economica ha riscosso successo fin dall’inizio. Beatriz è ormai tornata da cinque mesi. È in contatto con noi e con i nostri colleghi OIM di Bogotá e ci riferisce che è in grado di mantenere se stessa e la famiglia ed è, inoltre, riuscita a ricucire i rapporti con il primogenito, ormai maggiorenne, e a seguire da vicino la degenza della madre.

Tante sono state le difficoltà a cui Beatriz è stata sottoposta nella sua vita, dapprima nella sua Colombia tanto amata, e poi in Italia, come migrante, ma la sua perseveranza alla fine l’ha premiata. È riuscita a reintegrarsi perfettamente nella sua società dopo 15 anni vissuti all’estero.

Ogni giorno vengo a conoscenza di storie tragiche, di sofferenza, di persone che hanno subito torture, violenze e ingiustizie. Molti di loro, inoltre, sono affetti da patologie psico-fisiche, a volte anche molto gravi. Quando ho la possibilità di conoscere personalmente i nostri beneficiari a Roma, nonostante la grande mole di lavoro quotidiano, è inevitabile per me soffermarmi con loro e ascoltare le loro storie. Quello che mi stupisce ogni giorno di più è la resilienza che si genera nelle persone dopo eventi traumatici e in condizioni di estrema vulnerabilità e difficoltà. Nonostante le circostanze avverse in cui si trovano, molti dei migranti che ho conosciuto sono stati in grado di dare slancio alla propria esistenza e raggiungere mete importanti.

Greta

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