Storie dalla loCombia

12/10/2018, Bogotà, Colombia, Lara scrive:

Al que nada sabe, cualquiera lo engaña *

Biblioteca Alfonso Cano, ETCR Hector Ramirez


"Adesso uno deve avere venti o trenta cambi di vestiti se no non fa parte di questa societá". Betsy è vestita di rosa, porta stivali di gomma che le coprono metà gamba e una coda di cavallo che raccoglie capelli lunghi e mori. È magra. Ci riserva un’accoglienza gentile, accompagnata da un’omelia politica. Io non riesco ad immaginarla nel mezzo della selva amazzonica con una tuta mimetica, un fucile a tracolla e un pesante zaino sulle spalle con tutto l’occorrente per fronteggiare la guerra.

Betsy è un’ex integrante delle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia - Esercito del Popolo, meglio note con l’acronimo di FARC-EP. Siamo nel Dipartimento di Caquetá, comune di Montañita, Vereda di Agua Bonita, ETCR Héctor Ramírez. Gli ETCR sono Spazi Territoriali di Formazione e Reintegrazione in cui vivono ex combattenti delle FARC-EP. Dopo l’"Accordo Finale per la terminazione del conflitto e la costruzione di una pace stabile e duratura", firmato a Bogotá il 24 novembre 2016, vengono create le ZVTN, Zonas Veredales Transitorias de Normalización, con l’obiettivo di facilitare l’adempimento del punto 3 che prevede la reintegrazione sociale, politica ed economica degli ex combattenti. Le ZVTN, nate come spazi transitori per garantire la cessione delle armi, il transito alla legalità e la creazione delle condizioni per la reintegrazione alla vita civile dei membri delle FARC, dopo otto mesi vengono trasformate in ETCR permanenti in cui i guerriglieri che hanno accettato di partecipare al processo di pace si sono organizzati, vivono e lavorano. 

ETCR Hector Ramirez, Agua Bonita

Arrivare all’ETCR di Agua Bonita non è facile: per percorrere 20 km di strada facciamo un’ora di sali e scendi su un cammino sterrato dilaniato da buche colme dell’acqua delle recenti piogge. Il paesaggio è surreale. Sulla sinistra, la Cordigliera delle Ande ai piedi della quale si estende una verdissima pianura e, sulla destra, pura selva amazzonica. Il tramonto tinge il cielo di arancione e, quando arriviamo all’ETCR, è quasi buio. Terra rossa, vegetazione fittissima e un silenzio ovattato: trenta ettari di questo paradiso appartengono alla Cooperativa Multiactiva para el Buen Vivir y la Paz del Caquetá (COOMBUVIPAC) creata dagli ex combattenti che vivono nell’ETCR Héctor Ramírez. A vendere loro la terra, è stato il prete che la possedeva e che, rifiutando una generosa offerta da parte dello stato (circa trecento mila euro), ha preferito investire sulla costruzione della pace cedendo il terreno alla Cooperativa per una cifra quasi simbolica (circa settantamila euro).

File di casa tutte uguali: un solo piano, tetto in lamiera, cinque stanze grandi, un bagno e una doccia. In ogni casa vivono tre o quattro persone e le stanze, a meno che uno non voglia vivere con il suo/a partner, sono assegnate in maniera casuale. Quando arriviamo, gli abitanti di Agua Bonita sono in riunione e, per ingannare il tempo, entriamo nella bottega dell’ETCR in cui si vendono scarpe, magliette, pantaloni, libri, spille e adesivi prodotti dagli ex combattenti. Io compro una t-shirt con la stampa della locandina del Festival di graffiti “Agua Bonita si tinge di colori per la Pace e la Riconciliazione”, che si è tenuto lo scorso novembre. Trenta artisti, nazionali ed internazionali, hanno trascorso una settimana a Agua Bonita dando un volto nuovo alle pareti bianche delle case: tutti i graffiti rappresentano immagini legate all’ideologia fariana e frasi di leader comunisti che hanno segnato la storia. Perché dai discorsi e dal tipo di organizzazione, si evince chiaramente che, non è al credo politico, alle teorie socio-economiche o alle posizioni rispetto al problema ambientale che hanno rinunciato gli ex guerriglieri con l’Accordo di Pace. L’oggetto della rinuncia sono state le armi e la violenza come strumenti di soluzione dei conflitti ideologici, sociali ed economici: «La reintegrazione non è smobilitazione» precisa Federico, ex comandante e dirigente della Cooperativa.

Case dipinte durante la prima edizione del Festival di grafiti che si é tenuto nell'ETCR Hector Ramirez

L’organizzazione sociale all'interno dell'ETCR mantiene un’impronta prettamente militare che garantisce ordine ed efficienza: sono stati costituiti diversi comitati che si occupano di monitorare le differenti attività che si realizzano all'interno dello spazio, con la cooperativa è stato creato un fondo comune  che si alimenta con la rendita dell’attività agricola, avicola, turistica, del ristorante, della panetteria, della bottega, della drogheria e del calzolaio, e dal quale vengono pagati piccoli stipendi alle persone impegnate in questi lavori.

Gli abitanti dell’ETCR non sono solo vicini di casa, compaesani, concittadini: sembrano piuttosto una famiglia. “Nel post-conflitto è morta gente delle FARC perché non aveva i soldi per pagare le cure, questo non è mai successo durante il conflitto. Lì la gente moriva perché non riuscivamo a tirarla fuori dalla guerra ma mai perché non avevano i soldi per curarsi”. È capitato più di una volta che ad Agua Bonita sia stata organizzata una colletta per aiutare compagni in fin di vita a tornare a casa o a ricevere le cure necessarie.

Togliere loro lo stigma di guerriglieri e vedere le persone che ci sono dietro questa maschera che hanno scelto di non indossare più. Umanizzare. Cercare di capire e interpretare le scelte. Perdonare. A questo dovrebbe servire la possibilità di trascorrere qualche giorno nell’ETCR in compagnia dei suoi abitanti. Un’eccellente occasione di condivisione sarà la seconda edizione del festival di graffiti che si terrà a fine ottobre a Agua Bonita e che vuole promuovere la convivenza pacifica attraverso l’arte. Siete tutti invitati!

Lara



[*] "Colui che niente sa, chiunque lo può ingannare!"

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