Quando l'Albania si chiama Shqipëria

28/01/2015, Tirana, Albania, Lucia scrive:

Nel mio nome


Partiamo dal nome. Dal mio.

L’inizio di ogni incontro, di ogni relazione, avviene attraverso il reciproco scambio dei nomi:

“Piacere, lulu”.

Anche la cerimonia religiosa del battesimo introduce il nuovo nato alla comunità attraverso il suo nome.

In Albania, per me, un nuovo battesimo è stato celebrato. Lule, è così che mi chiamano. Lule, in lingua albanese vuol dire Fiore. Questo, per me, è il più importante segnale di ingresso in una comunità che mi era prima estranea.

E nuove identità, nuovi aspetti del mio carattere, sono nati e cresciuti tra le strade di Tirana in questi dieci mesi di stage presso BAZH NGO. Il lavoro che dovevo svolgere non riguardava solo le mura di un ufficio. Mi era chiesto di andare per strada, di conoscere i movimenti studenteschi, le campagne e i produttori bio, le popolazioni in lotta per la tutela del territorio contro pratiche neoliberali di sfruttamento; mi veniva chiesto di creare e rafforzare reti e relazioni. Ed è cosi che, mi pare, ad oggi, quando mancano pochi giorni alla fine dell’esperienza, l’Albania sia una terra che m’appartiene!

A dover trarre le conclusioni di questa esperienza, posso dire che Renata Uruci è stata un’ottima insegnante, a livello professionale ma non solo: dall’aver imparato a stendere una proposta progettuale al seguire i progressi di lavori già avviati; dal registrare tramite report e racconti ciò che avviene sul territori ad una costante attività di fundraising; e ancora, elaborazione di nuovi progetti tra gli slanci di fantasia e il ritornare con i piedi per terra. Di tutto questo, le mie giornate sono state riempite.

E adesso inizio a preparare le mie valigie. I proprietari della mia bellissima casa in periferia cercano di trascorrere ogni momento libero assieme a me, che sono divenuta una figlia, un’amica, una sorella.

I miei amici e le mie amiche. Renata. Il tempo non sarà mai abbastanza perché la voglia di salutarci si esaurisca. Dieci mesi di esperienze così variegate, non trovano agio in un racconto. Fuoriescono in continuazione dal bordo del foglio e le lettere delle parole si mischiano come in un gioco collettivo.

Per cui, io che di parole non sono mai priva, sento di non avere molto altro da dire. Se non Grazie.

A chi mi ha permesso di vivere questa esperienza e a chi mi ha accompagnata nel percorso.

I vostri nomi, come il mio per voi, alla fine della mia rubrica.

Renata, Geo, Ola, Genc, Ergys, Guzman, Ilva, Daria, Redi, Klodi, Armand, Anita, Alfred, Deba, Pavjo, Jonis (e tutti i compagni e le compagne di Logu i Skëndjiës), Rina, Miri e i bimbi, Arber, Elona, Bruno (e gli amici e le amiche del Central)…

Arrivederci Albania, mi mancherai!
Mirupafshim Shqipëria, Do me mungosh!

Lule

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