Passi africani

18/12/2017, Dakar, Senegal, Francesca scrive:

16 giorni di attivismo contro la violenza sulle donne

Il logo della campagna


Come ogni anno il 25 novembre si è celebrata la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne; per progetti orientati alla protezione dei diritti delle donne e delle bambine e all’autonomizzazione femminile, come il PASNEEG e il PADESS, questa data rappresenta un’importante occasione di rafforzamento e promozione delle attività in corso e di quelle future.

La data del 25 novembre è stata scelta e ufficializzata nel 1981 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in memoria delle tre sorelle dominicane Mirabal, brutalmente assassinate nel 1960 in ragione del loro impegno nel contrastare il regime dittatoriale del loro Paese. La Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne rende loro omaggio, invitando il mondo intero a denunciare e contrastare le violenze di genere; per questo, ogni anno, in questo giorno, i governi, le organizzazioni internazionali, le organizzazioni non governative svolgono attività con l’obiettivo di sensibilizzare le popolazioni sul problema.

Inaugurazione della Boutique de droit di Kaolack

A dare ulteriore importanza alla Giornata è la “Campagna dei 16 giorni di attivismo contro la violenza sulle donne”, che ogni anno dal 1991 viene lanciata il 25 novembre, per concludersi simbolicamente il 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani. Come un ponte tra questi due eventi, la Campagna sottolinea il legame tra l’eliminazione delle violenze di genere e la protezione dei diritti umani, a sottolineare come l’una dipenda dall’altra. Durante i 16 giorni, in tutto il mondo hanno luogo interventi di sensibilizzazione e attività per eliminare la violenza contro le donne e le bambine.

Quest’anno, la Campagna dei 16 giorni di attivismo è incentrata sul tema: “Nessuno deve essere lasciato indietro: poniamo fine alla violenza contro le donne e le ragazze”, in linea con i principi fondamentali dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. La scelta di questo tema mira alla riflessione e all’azione nei confronti  delle donne e di tutte le categorie di persone svantaggiate e marginalizzate, dai migranti ai rifugiati, dalle minoranze etniche e culturali alle vittime di conflitti e catastrofi naturali. E come ogni anno, il colore dominante di tutte le attività è l’arancione.

Lancio della campagna

Sfruttando l’attenzione mediatica che questa campagna porta al tema delle violenze sulle donne, molte attività sono realizzate in questi giorni; il tutto è iniziato, naturalmente, con una grande cerimonia di lancio della Campagna. Con un folklore tutto senegalese, decine di donne vestite di arancione si sono riversate alla Place du Souvenir Africain, per ascoltare, testimoniare, promuovere e condividere.

Inoltre, è stata ufficialmente inaugurata a Kaolack una Boutique de droit; dopo una cerimonia di musica e slogan, ascoltare le storie delle donne che quotidianamente subiscono o assistono a violenze è stato per me più significativo di qualsiasi discorso ufficiale.

E ancora, ho partecipato alla restituzione di uno studio condotto dalla soceità di consulenza Dalberg Global Development Advisors, in partenariato con UN Capital Development Fund, riguardo l’inclusione economica e finanziaria delle donne e delle ragazze in Senegal. Il PASNEEG aveva partecipato all’inchiesta, portando esempi di come la violenza sulle donne incida negativamente sulla loro capacità di produzione e sulle loro possibilità di inclusione. Abbiamo discusso delle sfide principali e delle possibili soluzioni.

Questo studio, unito alle testimonianze delle donne di Kaolack che grazie alla Boutique de droit sentono di avere una voce, e alla partecipazione di massa al lancio della Campagna dei 16 giorni di attivismo alle numerose attività in corso, mi porta a riflettere su come l’inclusione, economica ma anche politica, civile, culturale e sociale, sia la chiave per combattere le disuguaglianze di genere e, dunque, le violenze. L’inclusione porta alla partecipazione e questa determina l’appropriazione dei progetti, delle idee e dei diritti; il risultato è una maggiore efficienza ed efficacia delle azioni intraprese, nonché la sostenibilità.

Come si dice sempre da queste parti.. “On est ensemble!

Francesca

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