Partecipazione, Sviluppo Locale e Formazione dei Giovani Quadri

“Partecipazione, Sviluppo Locale e Formazione dei Giovani Quadri”: dall’esperienza del Premio René Cassin a reti internazionali di laboratori innovativi di ricerca e formazione dei quadri dello sviluppo locale partecipato

Gruppo di esperti sulle esperienze di pianificazione partecipata sostenute dall'Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna


Il 14 dicembre, a Bologna, presso la sala Manzi dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna si è tenuto il seminario titolato "Partecipazione, Sviluppo Locale e Formazione dei Giovani Quadri”: dall'esperienza del Premio René Cassin a reti internazionali di laboratori innovativi di ricerca e formazione dei quadri dello sviluppo locale partecipato. 

Il seminario è stato organizzato congiuntamente dall’Assembla Legislativa della Regione Emilia-Romagna (RER) e la KIP International School (KIP IS) con tre obiettivi: diffondere e analizzare i risultati del Premio René Cassin attraverso le testimonianze dei premiati dalle edizioni passate, conoscere alcune delle esperienze di sviluppo territoriale partecipato sostenute dalla A-L della Regione e discutere la proposta di creare una rete internazionale d’iniziative formative sul tema dello sviluppo territoriale partecipato collegate con una rete internazionale di laboratori territoriali.

I partecipanti includevano: dirigenti e tecnici dell’Assemblea Legislativa e dei servizi della RER; Professori delle Università di Bologna, Urbino, Pisa, Milano Bicocca e dell’Università Gaston Berger di St. Louis del Senegal (in videoconferenza); il dirigente dell’Unità dei Programmi e Progetti del Ministero del Governo Locale, Sviluppo e Gestione del Territorio del Senegal (in video conferenza); i facilitatori di alcuni processi partecipativi sul territorio regionale dell’Emilia-Romagna e diversi giovani - in presenza e attraverso videoconferenze - che hanno vinto il Premio René Cassin nelle passate edizioni, oltre ai due giovani (e le loro famiglie) che sono stati ufficialmente premiati durante il seminario.

E stato per tutti emozionante ascoltare le testimonianze dirette di Alessandra Pierella (dal Senegal), Tiziana Fusco (dall’Etiopia), Massimo Fortunato, Giulia Rucireta e Clara Csilla Romano sull'impatto che il periodo di lavoro-formazione nelle strutture associate alla KIP IS in diversi paesi ha avuto sullo sviluppo professionale e personale dei giovani. E’ emerso dalle loro testimonianze che tre fattori hanno influito maggiormente: la durata sufficientemente lunga del periodo della borsa formazione-lavoro (10 mesi); la qualità delle esperienze/organizzazioni nelle quali sono stati inseriti; la loro pertinenza ai temi di studio e alle passioni dei giovani borsisti. Infatti, a tutt'oggi, questi giovani professionisti dello sviluppo e dei diritti lavorano nelle organizzazioni nazionali e internazionali della cooperazione e nelle organizzazioni non governative impegnate nello sviluppo e nella promozione dei diritti e nel settore privato impegnato nella responsabilità sociale delle imprese. “Riconoscere l’impegno civico e i meriti di questi giovani”, come ha affermato Yuri Torri, Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Legislativa durante la cerimonia di premiazione delle due nuove borsiste (Valentina Manca e Francesca Accerra), "è l’obiettivo del Premio e attesta la lungimiranza di questa Regione nel suo impegno di investire nelle giovani generazioni.”

Francesca Acerra, una delle vincitrici del Premio René Cassin, edizione 2018-2019

La seconda sessione, introdotta da Leonardo Draghetti, Direttore generale dell’Assemblea Legislativa, ha visto due tavole rotonde. Nella prima tavola coordinata da Rossana Mengozzi dell’Ufficio di supporto al Garante della partecipazione, sono state presentate tre esperienze concrete sostenute dall'Assemblea Legislativa e della Regione Emilia Romagna e un metodo di partecipazione.

Claudia Mazzoli, dirigente dell’Unione Valle del Savio e referente del progetto finanziato dal Bando 2017 “Quale futuro per la montagna”, ha presentato il percorso partecipativo che aveva come obiettivo l’individuazione di una strategia di sviluppo socio-economico dei territori montani dell’Unione.

Sara Branchini, del Centro Antartide di Bologna, ha presentato il percorso del Comune di Anzola dell’Emilia per la progettazione del Bilancio partecipativo. Il Centro Antartide ha poi utilizzato quest’esperienza per fare un modello di bilancio partecipativo per comuni di medie dimensioni.

Monia Guarino, architetto e facilitatore di molte esperienze di sviluppo sul territorio regionale, è intervenuta presentando la “mappa di comunità”, strumento di partecipazione utilizzato in diversi percorsi di sviluppo realizzati sul territorio della Regione e altrove.

Infine Maria Augusta Nicoli, dirigente dell’Agenzia sanitaria della RER, ha presentato il lavoro sulle innovazioni sociali nell'ambito del welfare di comunità realizzato in partenariato con varie strutture Brasiliane titolato “Community Lab”.

Le domande: “Quale ruolo delle università?” e “Quale apporto dei collegamenti internazionali?” sono state oggetto di un dibattito.

L’idea di costituire una rete internazionale d’iniziative formative collegate a una rete internazionale di laboratori territoriali di sviluppo partecipato è stata ampiamente discussa nella seconda tavola rotonda moderata da Mirella Orlandi del Servizio delle politiche europee, programmazione, cooperazione, valutazione della RER e introdotta da Luciano Carrino, Presidente della KIP IS.

Sono intervenuti in videoconferenza dal Senegal Oumar Wade (Ministero del Governo locale, lo sviluppo e la gestione territoriale del Senegal) e Sambou Ndiaye (Professore dell’ Università Gaston Berger di Saint Louis). Il M. Wade ha parlato delle riforme in atto nel paese che mettono sempre di più il territorio al centro delle politiche sul decentramento, sviluppo locale e partecipazione.  Ha osservato che la mancanza d’informazioni sistematizzate sulle esperienze di sviluppo locale determina il fatto che i politici e i tecnici difficilmente le prendano in considerazione nelle loro strategie di sviluppo nazionale. Inoltre, la ridotta quantità e qualità di risorse umane in grado di pilotare e accompagnare lo sviluppo locale impedisce di superare gli approcci centralizzati, macroeconomici e settoriali correnti.

Il Prof Ndiaye ha illustrato le tendenze attuali nelle Università senegalesi di diverse regioni verso un collegamento organico con il territorio per svilupparne le potenzialità anche attraverso l’organizzazione di attività formative pratiche secondo le priorità territoriali, e un maggiore orientamento verso la ricerca-azione partecipata. Ne è esempio la costituzione di una “Alleanza di ricerca Università-Territorio a St. Louis, che coinvolge l’Università Gaston Berger, L’Agenzia Regionale di Sviluppo e vari attori associativi della Regione. Sono in corso tre ricerche-azione con lo scopo di co-costruire saperi e di co-produrre azioni di sviluppo.

Clara Csilla Romano, una delle vincitrici dell'edizione 2017-2018 del Premio René Cassin

Mentre la didattica nelle università italiane spesso rimane legata a modelli tradizionali e settoriali, come ha ricordato Gabriele Tomei (Università di Pisa), vari esempi del rapporto virtuoso università-territorio sono emersi dagli interventi. Per esempio, Angelo Stefanini (Università di Bologna) ha descritto la sua esperienza in tal senso nel campo della salute in Africa e sul tema del welfare nella RER. Alberto Giasanti (Università di Milano Bicocca) ha parlato delle esperienze a Cuba e Nicaragua, dove in quest’ultimo caso l’Università ha portato la didattica direttamente nei barrios, risolvendo una serie di problemi pratici e producendo la “conoscenza che serve”.

Anche il valore dei rapporti internazionali sia nella didattica che nella ricerca è stato messo in evidenza dai relatori. Giuseppe Giliberti (Università d’Urbino) ha informato della collaborazione fra il CNR a Napoli e le Università della rete Euro Mediterranea nell'organizzazione d’iniziative formative per professionisti dello sviluppo e dei diritti umani, anche proponendo di collegare queste attività alla rete internazionale di ricerca e formazione per i professionisti dello sviluppo. Alberto Giasanti ha parlato del dottorato sullo sviluppo umano di cui è capofila l’Università di Milano Bicocca, che coinvolge Università cubane, nicaraguensi e argentine. Augusta Nicoli ha ricordato l’apporto dei colleghi brasiliani nella produzione di innovazioni sociali nella stessa RER.

Concludendo la Tavola Rotonda, Mirella Orlandi ha segnalato l’interesse della cooperazione della RER, già molto impegnata in Senegal, a seguire con attenzione il lavoro per la costruzione della Rete internazionale.

Sara Swartz, direttrice del programma Universitas della KIP IS, sintetizzando i lavori della giornata, ha messo in evidenza che i laboratori territoriali sono stati il filo conduttore della giornata. Sono stati fondamentali per i percorsi formativi dei vincitori del Premio Cassin; hanno contribuito a generare innovazioni sociali anche nella RER e a far emergere e sistematizzare innovazioni sociali in Senegal; hanno aiutato a innovare la didattica e risolvere problemi pratici in Nicaragua, Uganda e Tanzania.  In sintesi, tutti i partecipanti hanno concordato sul fatto che, nel processo di costruire una rete internazionale d’iniziative di formazione e ricerca sullo sviluppo, sarebbe opportuno dare la priorità alla costituzione di laboratori territoriali in rete tra loro, anche per la loro capacità d’innovare la didattica universitaria stessa. 

Concludendo, Il Direttore Draghetti si è impegnato di dare l’apporto dell’Assemblea Legislativa al processo di costituzione della rete proposta dalla KIP IS che, a sua volta, ha dichiarato di considerare la RER un partner importante di questo processo. La KIP IS ha informato che sta lavorando perché nella primavera prossima possa essere organizzato un incontro internazionale sul tema, con il coinvolgimento di Organizzazioni Internazionali, Unione Europea, Pubbliche Amministrazioni nazionali, regionali e locali, Università, associazioni e settore privato impegnato nel campo dell’economia circolare, ecologica e territoriale in linea con l’Agenda 2030.

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